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Ruy Blas #tuttieroi

Victor Hugo vive e lotta insieme a noi e questa nostra creazione a cui siamo molto legati ne è la prova.

Premio SIAE Sillumina 2016
I migliori spettacoli della stagione 2018_2019 – MilanoTeatri

RUY BLAS. Quattro quadri sull’identità e sul coraggio.
Adattamento dall’opera Ruy Blas di Victor Hugo
Regia, traduzione e adattamento di Marco Lorenzi
i nostri eroi Yuri D’Agostino, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Anna Montalenti, Alba Maria Porto, Angelo Tronca
visual concept Eleonora Diana
foto di scena Alessandro Salvatore
distribuzione Valentina Pollani
organizzazione Analisa Greco
un progetto promosso da Tedacà
da un’idea de Il Mulino di Amleto in collaborazione con Kataplixi Teatro
con il supporto dell’Alliance Française di Torino
e della Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva a cura di Stalker Teatro/Officine Caos
con il contributo e vincitore di SIAE – Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura 2016

Le tappe del progetto e  tournée
dal 28 gennaio 2019 al 3 febbraio 2019 San Pietro in Vincoli, Torino – dal 25 al 28 ottobre 2018 Teatro Fontana, Milano – 10,11 e 12 novembre 2017, Castello di Rivoli, Museo di Arte Contemporanea (grande evento per l’inaugurazione della stagione di bellARTE in collaborazione con Tedacà)
28 settembre 2017, Stalker Teatro, Torino – 16 settembre 2017, Alliance Francaise, Torino – 10 settembre 2017, Collina Nigiotto/Yoga Sangha, Montafia d’Asti (primo studio).

Estratti di rassegna stampa. Ruy Blas, col sottotitolo Quattro quadri sull’identità e sul coraggio, è frutto di un intelligente scavo nelle parole e nei corpi degli attori […] La messinscena si svolge dentro un’arena quadrata, aperta da ogni lato a un continuo primo piano sugli attori, attorno a una corte che è proseguimento del teatro. Siamo pienamente partecipi dentro il palcoscenico del Teatro Fontana di Milano, inglobati nel meccanismo scenico di questo bellissimo e agile adattamento teatrale di Ruy Blas, storia di un lacchè timido e sentimentale, onesto e sincero, costruttore di sogni e paralizzato dalle emozioni, condotto a morire d’amore per la bella regina di Spagna […] Bastano pochi elementi per dipanare l’ordito ed evocare il materiale del testo così ricco di stratificazioni che l’intelligente regia fa emergere da una disamina del sottotesto in una sintesi drammaturgica lineare e diretta. […] Una sciabola, un tavolo, delle sedie, una corona di cartone e oggetti del nostro quotidiano […], si aggiungono all’evocazione generale suscitata, con contrappesi di ironia, dall’interpretazione e dai movimenti dei bravissimi attori – Yuri D’Agostino, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Anna Montalenti, Alba Maria Porto e Angelo Maria Tronca ‒ dotati di una libertà ispirata e di una felice levità espressiva. […] Intuizioni sceniche, insieme ad altre, che fanno di questa storia di sogni impossibili, d’amore, di libertà, di riscatto, un testo meravigliosamente contemporaneo. Che ben si presta a spazi non convenzionali, a luoghi inusuali, a collocazioni di diversa natura come può esserlo anche un museo, luogo peraltro dove lo spettacolo ha debuttato lo scorso anno al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli nella sala sovrastata dal cavallo imbalsamato e appeso al soffitto di Maurizio Cattelan. Giuseppe Distefano, Artribune, 9 novembre 2018

Uno spettacolo molto bello, recitato assai bene e con una regia intelligente e moderna. Un gruppo di sei attori assai affiatato ha dato vita al Ruy Blas prendendosi delle licenze, ma rispettando in modo totale quella che è l’essenza del dramma di Hugo: un’indagine sull’identità […] Spettacolo, quello di Marco Lorenzi, che fa riflettere, ma, al contempo, diverte lo spettatore che, più di una volta, viene invitato a prendere direttamente parte all’azione scenica […] Se del regista si è fatto il nome, ora vanno nominati gli attori, tutti bravi (anzi bravissimi), tutti in parte (alcuni di loro impegnati anche in più di un ruolo, ma si ricorderà solo quello principale): Yuri D’Agostino (Ruy Blas); Francesco Gargiulo (Don Cesare); Barbara Mazzi (la Regina); Anna Montalenti (la duchessa); Alba Maria Porto (Casilda) e Angelo Maria Tronca (Don Sallustio). Spettacolo da non mancare. Danilo Ruocco, Amleto TK, 28 ottobre 2018

[…] Il gioco di ruoli che Il Mulino di Amleto sa costruire non può rimanere sulla scena spoglia e sconsacrata: inesorabile, mette in questione tutto quanto il pubblico, spettatore per spettatore. Ruolo, identità, funzione sociale. Relazioni, coraggio, insicurezze. Sul palco o meglio intorno ad esso, senza prenderci troppo sul serio, senza nemmeno cambiarci d’abito, ci siamo tutti. Per parlare, ancora prima di Ruy Blas, di teatro e, ancora prima di teatro, di uomini.  Valentina Avanzini, Birdmen, 27 ottobre 2018

[…] La messa in scena è originale e interessante, già dall’inizio l’azione viene raccontata dalla serva della Regina, come se stesse leggendo il dramma con le azioni che si realizzano davanti a lei, come se le stesse pensando e i pensieri assumessero una forma concreta. Altri momenti dello spettacolo ritornano a questa struttura. Il pubblico viene coinvolto più volte, non è solo una cornice, ma parte della corte e testimone degli avvenimenti. Il cast, formato da Yuri D’Agostino, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Anna Montalenti, Alba Maria Porto e Angelo Maria Tronca è in perfetta sintonia; gli attori sono dinamici, fluidi nella complessità delle rime, non hanno bisogno di costumi specifici per questa rappresentazione (né se ne sente la mancanza), bastano le intenzioni, la corporeità, la voce. Molto intrigante l’idea dei rumori al microfono in tempo reale e della musica dal vivo di un flauto traverso, suonato da Anna Montalenti, ad accompagnare alcuni momenti della storia. La storia di Ruy Blas appassiona, trasporta e accompagna lo spettatore nella sua dimensione, grazie alla vicinanza tra attori e spettatori, alle immagini di uno schermo a specchio verticale e all’efficace e coraggiosa regia di Marco Lorenzi. Uno spettacolo che spero possa tornare a calcare le scene milanesi. Roberta Usardi, Modulazioni Temporali, 29 ottobre 2018

[…] Il lavoro de “Il Mulino di Amleto”, dove attori e pubblico sono raccolti sul palco del Teatro Fontana di Milano e gli spettatori, non più di 60, disposti a ferro di cavallo, dà luogo all’incrocio semantico tra la pièce teatrale e lo sviluppo di una performance art dai contorni variabili. Quattro quadri determinano il contesto in cui si sviluppa la costruzione teatrale. In tutti, gli attori si confrontano con se stessi, giocano sui versi del componimento, si costruiscono il personaggio, interagiscono col pubblico. L’identità, protagonista indiscussa della pièce, si riflette nello stesso ruolo dell’attore, guida il coraggio di Ruy Blas e nel contempo s’inserisce nel compimento fisionomico dei personaggi […] Bravi gli attori, ben diretti da Marco Lorenzi, ma soprattutto intelligente la realizzazione scenica, che pone l’opera di Hugo nel presente in una diversa prospettiva della costruzione teatrale. Claudio Elli, Puntoelineamagazine, 15 novembre 2018

[…] L’efficace compenetrazione tra gli attori e il pubblico rende il dramma progressivamente più patetico: i sei personaggi – due dei quali si scambiano il ruolo di narratori esterni – recitano in mezzo a noi e, in due occasioni, finanche con noi […] Grazie a un gruppo che agisce, e interagisce, in uno spazio piccolo e familiare, Marco Lorenzi riscrive un dramma in cui politica, amore e bisogno di appartenenza si intrecciano […] Carmen Navarra, Scene Contemporanee, 25 novembre 2018

[…] Rock, invece, potremmo definire l’impostazione scelta da Marco Lorenzi per il suo adattamento e la sua regia che, tradendo, apparentemente, l’originale, in realtà ne sanno lumeggiare con acume interpretativo il senso più profondo […] Con calviniana leggerezza, il regista e i suoi affiatati e generosi attori mettono in scena la meschinità ma anche quella debolezza immensa che permette nondimeno di compiere sublimi azioni che è l’amore – per una donna ma anche per un ideale, quale la democrazia e la giustizia sociale, altri temi cari a Hugo – mostrando con convincente evidenza quanto coraggio sia necessario per conservare – nell’Ottocento così come nel secondo millennio – la propria “umanità”. Laura Bevione, PAC, 29 novembre 2017

[…]  Novanta minuti tutti energia che gli applauditi Yuri D’Agostino, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Anna Montalenti, Alba Maria Porto ed Angelo Tronca realizzano muovendosi tra passato e presente, tra poetici versi di Hugo ed affondi di scherma, tra smartphone e danze accennate davanti all’asta di un microfono: un manifesto dell’attorialità nuda e cruda con l’interprete chiamato a “spogliarsi” delle strutture mentali per dar senso ad ogni singolo gesto ed azione, esito finale di un percorso di ricerca attorno la figura dell’attore che non perde mai di vista la traccia originaria. Uscendo dalla sala è forte la sensazione che Ruy Blas. Quattro quadri sull’identità e sul coraggio sia ancora, e forse sarà sempre, un work in progress, poetico e divertente cantiere teatrale aperto a nuove soluzioni che possano scaturire negli spazi ed ambienti in cui prenderà forma: una suggestione, o magari la speranza che il lavoro non finisca imprigionato tra le quattro mura di un teatro, ma possa rivivere in tutta la sua freschezza ed energia nei luoghi più diversi e non convenzionali. Roberto Canavesi, TeatroTeatro, 12 novembre 2017

[…] Il testo di Hugo, roccioso e poetico, elevato e sostenuto, è portato con leggerezza dai giovani attori della compagnia, le esternazioni emotive investono gli spettatori, coinvolti anche attivamente nella scena, nel cuore dell’azione, un’azione politica, che richiede scelte, ma anche semplicemente con il sostegno di un cuore in sussulto. Passione, coraggio, conflitti intensi, slanci amorosi e scontri vitali, sulle ali di una bellissima opera di Hugo. Alan Mauro Vai, Teatro.it, 15 novembre 2017

Leggi Ruy-Blas_note-di-regia-
Leggi Ruy Blas_Diario-di-bordo-Maura-Sesia
Leggi Ruy-Blas_rassegna-stampa

Trailer settembre 2017 a Stalker Teatro

Trailer novembre 2017 al Museo di Arte Contemporane Castello di Rivoli.

E il nostro mini docu per raccontare come prende vita questa creazione

“Semina un pensiero e nascerà un’azione,
semina un’azione e nascerà un’abitudine,
semina un’abitudine e nascerà un carattere,
semina un carattere e nascerà un destino.”   Buddha

Chi sostiene i nostri eroi

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