Sorvegliati

regia Marco Lorenzi
con Lorenzo Bartoli, Yuri D’Agostino, Luca Di Prospero/ Raffaele Musella, Marco Lorenzi/Andrea Redavid
scenografia Gaia Moltedo
foto di scena Tiziana Lorenzi
distribuzione Valentina Pollani

Prima Nazionale 14 giugno 2011 Teatro Out Off – Milano

candidato Miglior Spettacolo 2011 del Premio Rete Critica 

Sinossi
Tre detenuti condividono un’angusta cella: Occhiverdi, affascinante omicida in attesa della pena capitale che afferma di essere “l’unico uomo lì dentro”, Lefranc e Maurice, due ladruncoli entrambi invaghiti del suddetto e disposti a tutto pur di guadagnarsene attenzione e stima. A custodirli c’è una sorvegliante che manifesta estrema ambiguità nei loro confronti.

Genesi dello spettacolo
Lo stesso autore, nella didascalia iniziale del testo, scrive: “l’intero atto si svolgerà quasi in un’aura di sogno”. Con questo ci invita a non considerare la pièce come la pagina realistica di un diario, ma più che soffermarci sui personaggi e sulle loro reazioni psicologiche, dobbiamo interpretarlo come un viaggio verso il male a cui l’uomo da solo non può approdare se non toccato da una sorta di grazia o maledizione.
Il 19 Ottobre 1910 nasce Jean Genet. Più di cento anni dopo, il fascino indiscreto e spiazzante di questo grande eversivo della cultura europea del Novecento è ancora intatto.
Il progetto “Sorvegliati” nasce dall’avvicinamento a “Haute surveillance” (Sotto stretta sorveglianza), il primo e l’ultimo testo drammatico scritto da Genet. Se la prima versione risale al 1947, l’ultima è datata 1985 (e tra queste due ne intercorrono altre tre). Tra la prima e l’ultima versione si colloca l’intera produzione drammatica e poetica di Genet, tanto che “Haute surveillance” può essere considerato una vera e propria officina della poesia del grande scrittore francese. Per questo motivo l’idea di lavorare solo sul testo “Haute surveillance” è stata sostituita dal desiderio di voler costruire un più complesso percorso drammaturgico, completamente nuovo, usando solo come bussola il primo testo teatrale di Genet. “Sorvegliati” è un viaggio nel mondo di Genet che ha come partenza e come arrivo “Haute surveillance”, ma che si apre di continuo a tutto il resto della produzione genettiana.
Nella pièce di Genet c’è tutto il disorientamento e la perdita di equilibrio del nostro tempo. Ma soprattutto c’è la grande perdita di identità che l’uomo moderno sta affrontando in questo particolare momento storico “precario e assordante”. In questo orizzonte di idee si pone il testo di Genet, che parte dal rapporto coatto tra tre carcerati costretti a convivere in una piccola cella, perennemente consapevoli della presenza/assenza di un sorvegliante, per arrivare a deflagrare in una dimensione assai più ampia: la distruzione della morale convenuta e di ogni limite conformistico, per ricercare un nuovo senso e una nuova morale in cui essere “veramente esseri umani”.

Note di regia
“Nonostante la cornice del testo rappresentata dal carcere, la fuga non sembra essere il reale proposito dei tre protagonisti, piuttosto i giovani si “frugano dentro”… giacché il teatro di Genet è fatto di carne sangue e di poco altro. Ne risulta subito un teatro della crudeltà in cui il pubblico viene invitato ad assistere al dissezionarsi dei sentimenti con impudicizia. Se si vuole fare uno spettacolo su Genet (o da Genet), l’unico modo è quello di lasciarsi andare alla sua intransigenza, alla sua Poesia, alle sue contraddizioni, alla sua cattiveria, alla sua rabbia, ai suoi controsensi. La nostra volontà di districarli e di spiegarli non ha senso, come non ha senso cercare di classificarlo. Recitare Genet e metterlo in scena vuol dire accettare il suo mondo, lasciando perdere il nostro per un po’. Accettare la sua legge è l’unico modo per leggerlo, cedere alla sua energia funerea è l’unico modo per raccontarlo”.

Tournée dal 2011
Dal 14 al 19 giugno 2011 Teatro Out Off, Milano – 18 dicembre 2011 Teatro Ciro Pinsuti, Sinalunga – dal 15 al 17 febbraio 2012 Teatro Baretti, Torino- 23 febbraio 2011 Centro Giraudi, Asti- 24 febbraio 2012 Teatro Civico, Busca – 6 febbraio 2015 San Pietro in Vincoli, Torino – 7 febbraio 2015 Teatro Marenco, Ceva

Breve rassegna stampa
“Uno spettacolo spiazzante e indiscreto” Livia Grossi, Il Corriere della Sera

“richiede coraggio metterlo in scena così ipertrofico, monumentale, così grande. Ma è bene averlo questo coraggio, Marco Lorenzi e i suoi determinati attori ce l’hanno.” Maria Grazia Gregori, delteatro.it

“Il Mulino di Amleto imprime un ritmo serrato e declina con garbo tutte le sfumature di questi rapporti estremi.” Maura Sesia, www.sistemateatrotorino.it

“Imperdibile” Silvana Costa, Persinsala.it

Leggi Sorvegliati – rassegna stampa

Leggi la motivazione della condidatura a Premio Rete Critica 2011

Guarda trailer Sorvegliati – un progetto su Jean Genet

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