DAL SOTTOSUOLO – UNDERGROUND

DAL SOTTOSUOLO – UNDERGROUND  è nato nel 2020 all’interno del progetto  Fahrenheit , ideato e curato da Il Mulino di Amleto. Questo spettacolo è la seconda tappa di un lavoro costruito per step che prende ispirazione da due testi di F. Dostoevskij. Tutte le parole di questo grande autore tornano, dopo più di 200 anni, con una precisione sorprendente per raccontare le nostre vite incerte e piene di dubbi e le nostre sensazioni così difficili da definire proponendo al tempo stesso una possibile salvezza attraverso la scoperta (o riscoperta) dell’ALTRO. Questa performance, sempre in divenire , si compone di due tempi.

I TEMPO – Uccideresti l’uomo grasso? è concepito come un gioco interattivo con gli spettatori. In scena troviamo un folle presentatore che conduce un gioco divertente e grottesco attraverso la drammaturgia ispirata da un passo di Delitto e Castigo, queste parole emergono in tutta la loro violenza e capacità di stupire. In scena con lui due concorrenti, volontari presi dal pubblico, ignari della posta in gioco. Gli spettatori, in veste di giudici, o meglio di conducenti di un treno impazzito, si trovano nella scomodissima posizione di dover compiere delle scelte morali ispirate al paradosso filosofico del trolley dilemma: scegliere chi sacrificare o chi salvare dalla corsa del treno impazzito di cui sono conducenti. Il primo capitolo del romanzo, ossia la ricerca del protagonista Raskolnikov di una giustificazione per compiere un delitto (il massacro dell’ avida vecchia usuraia Alena Ivanovna) sostenuto da un’idea di giustizia sociale, è l’ispirazione paradossale per questo gioco in cui le difficili scelte da compiere potranno mettere in crisi il sistema di valori della nostra società e faranno emergere parti di noi che temiamo di conoscere e svelare. In questa prima parte il pubblico coinvolto attivamente nel gioco, sprofonda nel lato oscuro dell’umanità, invitato a compiere scelte estreme e pericolose, decidendo ad ogni turno quale dei due concorrenti/spettatori uccidere.
II TEMPO – G.I. Il Grande Inquisitore è in forma di DJ set. È una performance sul nesso tra dolore, felicità e libertà al ritmo di musica elettronica e proiezioni video. Si basa su testimonianze raccolte attraverso videointerviste a diverse persone. I materiali (video, testo, musica, immagini) formano un montaggio serrato creato in diretta dalla performer che si conclude con un’esorcizzazione finale e collettiva. G.I. assume così un ruolo catartico e si fa carico delle sofferenze che riguardano tutti cercando di dissolverle. Dal suono del dolore al suono della luce. Barbara Mazzi, ideatrice della performance dice: “Ormai da più di un anno questo periodo ha cambiato le nostre vite, anche emotive. Il dolore, la depressione, l’angoscia e la solitudine sono aumentate vertiginosamente e ci allontanano ancora di più dall’Altro rendendoci inerti, bloccati. Questi blocchi sono fisicamente nel nostro corpo, posso toccarli, accarezzarli, respirare dentro il dolore, danzarci e così farli svanire e tornare ad aprirmi al mondo. Questo è il principio dell’atto creativo che presento. Il Grande Inquisitore tratto da I Fratelli Karamazov è il seme. Dopo aver ricominciato a leggere questo romanzo mi sono accorta che il dolore poco a poco svaniva e arrivata al capitolo de Il Grande Inquisitore ho compreso che parlava anche di me e delle scelte che nella vita spesso facciamo senza accorgercene tra felicità e libertà. Sacrificando l’una per l’altra fino ad arrivare ad essere, senza accorgercene schiavi di qualcosa, infelici per qualcosa. Questa è un’indagine aperta e continua con materiale letterario ed umano reale che danza con me.” Questa seconda parte conduce gli spettatori, attraverso la forma di un dj set, in un viaggio sensoriale intimo ed emotivo tra visual art, musica elettronica ed interviste alla cittadinanza sulla faticosa e paradossale scelta tra Felicità o Libertà.

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In questo Underground i veri protagonisti sono gli spettatori che attraversano un viaggio dal nichilismo all’empatia e quindi alla rinascita.

DAL SOTTOSUOLO/UNDERGROUND (Uccideresti l’uomo grasso e G.I.)

dal progetto Fahrenheit #ArtNeedsTime ideato da Il Mulino di Amleto

di e con Barbara Mazzi & Francesco Gargiulo
consulenza artistica di Marco Lorenzi
consulenza drammaturgica Enrico Pastore
consulenza tecnica Adriano Antonucci, Massimiliano Bressan, Giorgio Tedesco
musiche originali Elio D’Alessandro
produzione A.M.A Factory
in coproduzione con Teatro Libero di Palermo

un progetto de Il Mulino di Amleto

Le foto della gallery sono di Giovanni Laino, Richard Rizzo, Stefano Roggero per il Torino Fringe Festival e di Liliana Caselli per Presente Futuro Festival Teatro Libero di Palermo.

TAPPE DEL LAVORO – 14 e 15 maggio 2022 Festival Bonsai, Ferrara Off – dal 19 al 22 maggio 2022 Torino Fringe Festival, Torino – dal 25 al 28 maggio 2022 h 19.30 Festival Presente Futuro, Teatro Libero Palermo – 2 luglio 2023 Spazio Kor, Festival Asti Teatro – 8 settembre 2023 Spazio 10, Vercelli  

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