foto di Tiziana Lorenzi
foto di Tiziana Lorenzi

Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione…

un vero e proprio dramma sociale

scritto da Davide Carnevali
con Raimondo Brandi, Luca Di Prospero, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Maddalena Monti
regia Eleonora Pippo
disegno luci Giancarlo Salvatori
scene Francesco Ghisu
costumi Chiara Sabatini
foto di scena Tiziana Lorenzi
distribuzione Codici Sperimentali
Coproduzione Calibro2 – il Mulino di Amleto in collaborazione con Asti Teatro 33

Spettacolo vincitore del premio Scintille 2010 – Asti Teatro Festival
Opera vincitrice del IV Premio Borrello alla nuova drammaturgia 2011

Sinossi Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione, ma nessuno se ne accorse
In una futura Italia del 2161 si narra di un passato molto simile all’eterna condizione di immobilità in cui il nostro paese è immerso. Molti sussurrano che le cose non siano sempre andate così. Attraverso una fantomatica tesi di laurea, una fantomatica tesista sostiene che in Italia sia avvenuta una rivoluzione. Ma che che sia stata dimenticata, o fatta passare sotto silenzio. Seguendo il filo conduttore di una tesi scomoda, sul palco si alternano vari ospiti che riportano la loro testimonianza attraverso ricordi, racconti, ritagli di giornale, spezzoni video e documenti d’epoca. Ma come è potuto accadere che un evento tanto grande come una rivoluzione sia passato inosservato? Sarebbe impossibile in qualsiasi paese del mondo. Ma non in Italia, un paese in cui -sempre secondo la tesi – non importa tanto quello che succede, ma come lo si racconta. Se è vero che il linguaggio crea il mondo, la manipolazione del linguaggio consente allora di creare un’altra realtà. In cui ogni cosa può essere fatta passare per vera o per falsa. Basta sapere come parlarne.

Note dell’autore, Davide Carnevali
L’Italia è un paese che soffre.
Soffre di svariate forme di alterazione fisiologica del sistema. Questo stato di alterazione riguarda in particolare due componenti fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo: la memoria e il linguaggio.
Memoria e linguaggio sono le due funzioni portanti del processo di costruzione della storia, e della Storia. Il linguaggio, in quanto codice di interpretazione, permette di rielaborare il materiale dell’esperienza attraverso il racconto, il logos, l’organizzazione del pensiero; una volta ordinata, l’esperienza rielaborata nel racconto si stratifica costituendo appunto il corpo della memoria. Tanto del singolo come della collettività. È evidente che una disfunzione a livello di linguaggio comporta un’alterazione nel sistema di rielaborazione dei dati, compromettendo dunque anche il buon esercizio della memoria. L’Italia è ancora un paese? È diversi paesi? Che ne sarà dunque della nostra storia? O, peggio ancora: cosa ne è già stato? In un futuro molto simile al presente si narra di un passato molto simile all’eterna condizione di immobilità in cui il nostro paese è immerso. Cinque persone cercano di fare luce sulla storia come è effettivamente stata, e non come è stata raccontata. Questo è un lavoro sulla costruzione di una finta realtà attraverso la trattazione favolistica della memoria.

Estratto dall’intervista alla regista, Eleonora Pippo
Gazzetta di Asti, 25 febbraio 2011
1. Come nasce l’idea dello spettacolo?
Avevo incontrato qualche tempo fa Davide Carnevali al Festival Quartieri dell’Arte di Viterbo, entrambi stavamo presentando lì un nostro lavoro: sono nati così la stima reciproca e il desiderio di lavorare insieme. Quando con Il Mulino di Amleto abbiamo saputo del Concorso Scintille, abbiamo chiesto a Davide di collaborare e siamo arrivati a Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse.
2. Quale è stata la molla che ti ha spinto a dirigerlo?
La fiducia incondizionata di e in un gruppo di attori che già conoscevo e la modernità del tipo ì di scrittura di Carnevali, che mi hanno premesso di lavorare liberamente.
3. Quali sono i tuoi modelli di riferimento?
Sicuramente il teatro inglese e i suoi autori (Peter Gill, Caryl Churchill…) che mettono la solidità delle fondamenta classiche a servizio della drammaturgia contemporanea più evoluta e raffinata senza perdere potenzialità comunicativa, l’immediatezza e la semplicità della drammaturgia americana e l’originalità di registi come Peter Sellars o Bob Wilson, l’umanità di Strehler e la spettacolarità degli allestimenti di Ronconi.
4. Qual’è la situazione attuale del teatro italiano e quali strade andrebbero intraprese per tutelarlo?
Il teatro italiano rifugge dal confronto con il pubblico, con la gente: invece di raccontarla la critica o tenta di educarla. Si mette al di sopra o fuori dalla società, a volte cerca di conquistarla e quasi di fregarla, magari con lo specchietto dei nomi famosi ma impreparati o con drammaturgie ridanciane ma scadenti, oppure non la considera per niente e impone dei lavori totalmente auto riferiti. La gente, e il tempo presente dovrebbero essere una risorsa per raccontare storie. Il mio modo per tutelare il teatro italiano è di continuare a farlo.

Tournée 2011-2012
Dal 4 al 6 marzo 2011 Teatro Baretti, Torino – 15 marzo 2011 Teatro Il Mulino, Piossasco – 11 e 12 aprile 2011 Teatro Civico, Carbonia – 13 aprile 2011 Teatro Civico, Cagliari – 14 aprile Auditorium, Macomer – dal 5 al 7 maggio 2011 Spazio Mil, Milano – 21 maggio 2011 Teatro Bertagnolio, Chiaverano – 3 marzo 2012 Teatro Marenco, Ceva – 28 marzo 2012 Teatro Quirinetta, Autogestito festival, Roma – 15 luglio 2012 Castello d Ivrea, Ivrea estate

Breve rassegna stampa
“Piace la fantapolitica teatrale.. il testo intelligente è stato reso molto bene dalla giovane regista Eleonora Pippo, che ha escogitato un fuoco di fila di invenzioni ottimamente interpretate dai giovani attori ” LA STAMPA, 1 marzo 2011 Carlo Francesco Conti

“Un clima da far West, un gruppo di attori “mercenari”…iI giovani attori, diretti da Eleonora Pippo, si dimostrano bravissimi nell’impresa, tenendo viva l’attenzione con ritmo e mestiere…uno spazio scenico assolutamente indovinato. Un bel segnale di vitalità da parte del teatro italiano.”  LA GAZZETTA DI ASTI, Febbraio 2011

“… lavoro lucido e divertente che incanta con continue perle ”
diario24notizie.com, Aprile 2011 Marco Mura

Guarda trailer Come fu che in Italia…

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